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giovedì 12 marzo 2026

Un ammasso di cellule

 La scorsa settimana mi sono beccato tre giorni di influenza con febbre costante sopra i 39°. Mi è bastata questa fesseria, e lo stato conseguente di astenia, dolori, brividi, per pensare ai dolori degli altri. Di gente che conoscevo. 

A mio padre, che per undici mesi ha sofferto di continui mal di testa che duravano anche tre giorni, senza tregua. 

A mio cognato Riego, che quando le cure non hanno più funzionato, saliva le scale con un affanno insopportabile, di notte sudava inzuppando un paio di magliette, sentiva prurito continuo, e doveva sottoporsi ad una trasfusione a settimana. 

A mio fratello Mimmo, chissà che ha provato quando si è distaccata la protesi aortica provocando tamponamento cardiaco, in presenza di suo figlio Giovanni, cardiologo, che non ha potuto far niente per salvarlo. 

Siamo un ammasso di cellule, meravigliose ma delicate, complesse, e particolarmente fragili. 

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